Che fortuna essere nate prima del 2000!

Riaffiorano ricordi PRIMA di ..! Prima che le Spice girl si fossero divise, prima che il lucidalabbra Tirabaci Bon Bons Malizia lasciasse spazio a prodotti come Kiko, Wycon e Mac, prima che Hilary Duff ( ovvero la nostra amata Lizzie Mcguire) diventasse madre, prima che Britney Spears lasciasse il corridoio del liceo sotto il ritmo di “Baby One more time”, prima che le pagine di “Cioè” perdessero quel ruolo di “Vedemecum” per ragazzine in piena crisi adolescenziale, insomma in altre parole: prima della vita 2.0

Eh sì, a noi nate qualche anno prima (del 2000 si intende) a volte ci capita di esclamare questa frase, un po’ per ironia, un po’per sdrammatizzare quella nostalgia inconscia che ci “assale” quando ascoltiamo qualche canzone o semplicemente riaffiorano ricordi PRIMA di ..! Prima che le Spice girl si fossero divise, prima che il lucidalabbra Tirabaci Bon Bons Malizia lasciasse spazio a prodotti come Kiko, Wycon e Mac, prima che Hilary Duff ( ovvero la nostra amata Lizzie Mcguire) diventasse madre, prima che Britney Spears lasciasse il corridoio del liceo sotto il ritmo di “Baby One more time“, prima che le pagine di “Cioè” perdessero quel ruolo di “Vedemecum” per ragazzine in piena crisi adolescenziale, insomma in altre parole: prima della vita 2.0

Ma oggi il mio “per fortuna sono nata prima…” è dovuta ad un’altra tematica, spesso sottovalutata ma che in realtà è più importante di quanto si pensi, e cioè l’essere una ragazzina oggi.

Questo post nasce da un episodio recente, in cui, in una semplicissima giornata al mare, non posso fare a meno di notare sotto l’ombrellone, un po’ distante da me, una ragazzina vestita totalmente (maglietta maxy, pantaloncini-bermuda, e trucco). Mi ha colpito, non tanto perché vestita al mare, ma per il fatto che guardava gli altri divertirsi e lei no. Aveva lo sguardo di chi vorrebbe ma non può. Lei, con il cellulare in mano, era lì ma non era lì. Lei che sa, che quei chili in più che porta addosso pesano molto più di quello che segna la bilancia.

Perché dico questo? perché ci sono passata anch’io, perché ho visto amiche perdersi gli anni migliori della loro adolescenza, per paura di… per paura dei giudizi! Non l’ho giudicata, non potrei mai, ma avevo una voglia immensa di andare lì e dirgli “Vedi tutto questo? vedi questo momento? domani non ci sarà. Nulla torna, per cui vivi QUI ed ORA”. Sembrano frasi fatte, ma non lo sono.

Io ho sempre avuto qualche chilo in più, (e tutt’ora c’è eh 🙂 ) però fortunatamente non mi sono mai preclusa nulla, semplicemente ho imparato a capire cosa potevo indossare e cosa no, ma non ho fatto in modo che questo mi limitasse. Ma io sono nata prima di quel “cofanetto magico” che portiamo sempre con noi per svagarci un po’, in cui bellissime ragazze, truccate e pettinate, sempre al top ( anche ad inizio giornata) mostrano una vita luccicosa ed affascinante!

No, non è una “frecciatina“alle mie colleghe influencer, il mondo è sempre stato pieno di merchandiser e se è fatto in un determinato modo possono essere risorse importanti per le aziende. La mia frecciatina, è diretta ad un altro mercato, che possiamo definire “last minute” (no, stavolta i viaggi non c’entra nulla), ed è quello del “Tieni questo, è la soluzione al tuo problema“. Tieni questo pantalone per alzare il sedere, tieni questo rossetto per aumentare le labbra, tieni questo maxi pull per coprire ciò che di te non ti piace.

Per un attimo ho pensato com’è difficile essere OGGI una ragazzina, il confronto con le altre, con le mode e con le insicurezze che ancora (ovviamente) non sai gestire. Ho pensato alla loro frustrazione di essere poco più di quindicenni, in corpi da ventenni (scusate eh, ma io alla loro età non ero così! la mia quinta di reggiseno è arrivata dopo e il mio sedere era sì più in forma, ma diciamo che le tute dimensione danza, più che valorizzare le nostre forme, non lasciavano spazio all’immaginazione, nel bene e nel male). Ho pensato al loro modo di guardare le “adulte”. Vedere donne che si comportano da ragazzine e ragazzine da donne e la loro confusione. Ho pensato ai messaggi, alle foto che potrebbero girare sui loro cellulari, al modo in cui possono essere ferite, perché la scuola (ma non solo), il mondo è una giungla e vale sempre la regola del più forte. Ho pensato e per un attimo ho fatto un sospiro di sollievo per non essere nata dopo il fatidico 2000!

Esistono tantissime ragazzine che non si sentono al posto giusto, semplicemente perché non sono come vorrebbero essere, oppure hanno attitudini e interessi diverse dalle coetanee. Vorrei tanto poter dire a tutte loro che il mondo non vive di apparenze, ma purtroppo così non è.
La bellezza non è tutto, è vero. Ma viviamo in un’epoca in cui la bellezza vale. Vale durante un colloquio, vale quando incontri un ragazzo. La bellezza non è tutto, ed è (fortunatamente) sempre relativa, ma esiste. Sta a noi darle la giusta importanza e scegliere la sostanza.

Ma è anche vero che esiste una bellezza che non ha niente a che vedere con lo specchio, ed è quella di riuscire a stare bene con se stessi. Avrei voluto dire tanto a quella ragazzina: Nulla cambia davvero, è solo apparenza. Tutto quello che “vendono” non sono altro che “effetti placebo” destinati a placare senza colmare, delle mancanze.

Nulla cambia se non sei tu a cambiare.
Se credi di non essere abbastanza, il mondo ti tratterà in tale modo.

Semplicemente avrei voluto dirle di saper prendersi cura di se, senza stravolgersi o indossare abiti succinti, ma lavorare su se stessa, sulle sue insicurezze, su quello che possiede perché nessuno le dirà mai: “Tieni, questo posto nel mondo è tuo“. Sei tu che devi andartelo a prendere. Puoi seguire i consigli di mille influencer, comprare vestiti delle migliori brand, ma non sarai mai bella finché credi di non essere abbastanza. Vorrei che le influencer “influenzassero” (scusate il gioco di parole) anche questo modo di vedere le cose.

Vorrei aver potuto dire: pensa al qui ed ora, che questo momento non torna, e quando sarai abbastanza adulta da capire ciò che conta davvero, oltre l’apparenza, sarebbe bello che tu avessi dei bei ricordi di questo periodo.

Perché vi racconto questo? perché sono felice di non essermi persa nulla, di essere andata oltre, e anche se ancora oggi ho i miei kili in più e ricevo più inviti dagli uomini per andare a correre che per un caffè ( giuro che non sto scherzando) sono felice di me e ringrazio di non essere nata negli anni 2000…

Perché pensiamo sempre quanto queste ragazze siano ormai disinibite e “sicure”, in pose tutte uguali ed innaturali, ma non pensiamo mai al peso che poggia sulle loro spalle, cercando di mascherare quello che in realtà sono: ragazzine adolescenti.

“Il mondo che vorrei è quello in cui ogni donna pensa di essere abbastanza, tanto da essere il tipo di donna che desidera essere, qualunque essa sia”.

Photography


La fotografia …il primo amore, quello che ti ricorda la gita a scuola da bambina..!
Kodak usa e getta, pronta a qualsiasi caduta, acquistata rigorosamente il giorno prima per l’occasione. Poi la prima, quella “seria” .. quella di cui promettevi di non aprire il retro per non rovinare il negativo. La curiosità di una bimba che ama stare dietro l’obiettivo e che sogna la camera oscura. !Poi, da grande, per i 18 anni arriva quella amata… regalo dei genitori.. con l’augurio di non smettere mai di “fotografare” la vita con gli occhi da bambina.
Ed infine quella attuale.. la reflex che porto con me per le grandi occasioni o quando semplicemente ho bisogno di rilassarmi..!


La fotografia, quell’arte che ti ricorda che ogni cosa bisogna vederla da più punti di vista, e che soprattutto la propria visione non sarà mai come quella di qualcun’altro … nonostante il focus dell’oggetto sia identico!
Attimi, momenti unici che mi piace “immortalare” e rivedere sempre.

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Le prime volte

Le prime volte… il primo giorno di scuola, il primo bacio, il primo amore, la prima migliore amica, la prima delusione, il primo giorno di lavoro..! Il primo si sa, ha sempre qualcosa di “speciale”, volente o meno rimane sempre tra i nostri ricordi.
È così anche il primo post assume un ruolo importante, ma c’è una cosa che mi piace pensare, che le prime volte saranno anche belle ed uniche, ma esistono (fortunatamente) le seconde, le terze, le quarte e perché no, anche le quinte!
Quello che nessuno ti dice mai è che si cresce, si cambia, si mette tutto in discussione con passi indietro e spinte in avanti, qualora sia necessario. Si studia, si impara, si prova.
Ecco, questo è il primo post, ma spero, anzi mi auguro, che sia il primo di tanti altri ma non il migliore… perché l’unico modo per vivere è “sporcarsi le mani” , cadere, rialzarsi, fare r rifare più di prima ..meglio di prima!

Ciao io sono Vanessa, è questo è il mio blog!


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