Come scegliere il nome di un blog

Scegliere il nome di un blog non è mai facile, ne ho parlato qui.

Non solo perché è molto personale, ti identifica ma anche perché deve rispettare determinati requisiti. Prima di vedere quali sono, è bene capire cos’è un nome e cosa sia invece un dominio. Il nome è appunto come si chiama il tuo blog o il tuo sito, mentre il dominio è più o meno la stessa cosa ma seguito da estensioni (.it, .com, .org, etc). Capita che le due cose non coincidono, ma non ha molto senso, soprattutto per quanto riguarda i motori di ricerca.

Se apriamo un blog è perché quest’ultimo deve essere letto e cercato sul web da chi ha interesse degli argomenti che tratterai ed è per questo che il nome di un blog deve essere:

  1. Facile, sia da ricordare che scrivere e pronunciare. Niente nomi difficili o composti in maniera particolare.

  2. Pertinente, con ciò di cui si parla. Se tratterete solo di viaggi non ha senso inserire parole che possono generare confusione nel lettore. (es. parole come beauty, pet etc)

  3. Non generale, pensiate al web come ad un mare pieno di pesci, se tutti i pesci fossero tutti dello stesso colore, sarà più difficile sceglierne uno piuttosto che un altro, mentre se in questo mare mettiamo un pesce giallo-azzurro, sarà più facile identificarlo. Per cui niente parole generiche es “dieta”, se tratterete di questo, ma trovate qualcosa di più specifico.

  4. Lungimirante, pensate al vostro blog come ad un’azienda nel tempo. Se tratterete di unico campo allora potrete utilizzare un determinato nome ( es. travel se tratterete solo di viaggi) ma se invece pensate di trattare più argomenti è bene un nome meno specifico.

  5. Pertinente, questo significa anche no a nomi legati all’età o che in qualche modo si potrebbero distanziare nel tempo con la tua immagine. Ad esempio parole come young (giovane), single, capelli rosa, Italy etc…

  6. Unico, il dominio andrà registrato ed acquistato. Capita di avere un nome in mente, ma trovarlo già “occupato“. No al riciclo, non ha senso prendere un nome già esistente, anche se modifichi qualcosa, rischi di generare confusione.

  7. Attenzione agli equivoci, nomi che potrebbero non solo generare confusione ma associarti a qualcosa di diverso da quello di cui tratti ( es :sexy, hard,bio, etc).

  8. No a trattini, puntini, e simili … rendono il tutto difficile da cercare e ricordare.

  9. Keywords e Seo, pensa a parole chiavi e all’ottimizzazione, i motori di ricerca sono abili nel mostrarti al pubblico, ma tu puoi semplificargli il lavoro rendendo tutto più facile. Usare una parola chiave ti aiuta ad essere più identificativo.

  10. Target, pensa ai tuoi lettori, alla tua nicchia di clienti o potenziali tali. No a nomi in inglese se il tuo target non è molto giovane, o nomi settoriali ed enigmatici. I nomi settoriali, solo se il tuo target è specifico (es. un blog che tratta di giurisprudenza può usare un nome specifico solo se so che i miei lettori sono avvocati, se invece so che mi rivolgerò a gente “comune” dovrò utilizzare qualcosa di meno specifico anche se settoriale.

Queste sono solo linee guida, non esistono leggi universali ma la semplicità è una caratterista vitale per ogni blog, sia per il contenuto che per il nome.

Unicità, non esiste un blog che tratta un argomento in esclusiva, ne esistono tanti e in qualsiasi campo. Oggi più che mai. Ma quello che ti differenzia è il tuo modo di essere, il tuo tratto distintivo…
fanne buon uso!

Impara l’arte del fallimento

Il vero successo è imparare l’arte del fallimento, capire che, quello che hai affrontato, in ogni caso “è successo” nella tua vita e tu sei riuscito al di là delle aspettative ad affrontarlo.

Tra le cose che ti dicono quando cresci è che più o meno la tua vita si svolgerà così: troverai un buon lavoro, un buon marito/una brava moglie, farai carriera (forse) e costruirai una famiglia (forse), in altre parole… avrai successo.

Non importa quanto sia alto il tuo quoziente intellettivo, dove vivi, chi sposerai… tu avrai successo! Il successo è tutto. Il primo della classe, la ragazza perfetta, il lavoro dei tuoi sogni, una vita perfetta, avrai tutto se solo riuscirai ad avere successo.

Basta digitare la parola “successo” su internet e troverai articoli come:”Guida per il successo“, “I segreti per il successo“, “Come avere successo nella vita“, “Dieci regole per avere successo” ( eh già… in fondo è facile, dai che ci vuole a seguire 10 semplici regole) e ti troverai all’apice del successo.

Ciò che nessuno ti dirà mai è che ci saranno scivoloni, cadrai, ti smarrirai, odierai a volte il lavoro che farai, ti innamorerai di quella sbagliata ma che a te sembra perfetta, arriverai ultimo a quel concorso, dirai fine ad un matrimonio, chiuderai la tua azienda… in altre parole: fallirai.

Nessuna guida per il fallimento, ed ecco che ti ritrovi lì con in mano tutti i cocci dei tuoi fallimenti. Siamo nell’epoca dei grandi successi e tu, o tieni il passo o ti ritrovi ad un passo dal baratro. Il fallimento è qualcosa che non possiamo permetterci, ma chi più e chi meno, ha almeno fallito in qualcosa nella propria vita. Perché che piaccia o no, il fallimento è umano.

In realtà, il successo ed il fallimento hanno un denominatore comune: il far succedere una cosa. È lì, la sottile differenza in cui anche un fallimento potrà diventare un successo.

Che tu ti sia iscritto all’università ma poi hai capito che non eri “portato” per quel percorso di studi, che ti sia sposato con la persona che credevi fosse quella “giusta“quando in realtà non lo era, che tu abbia cambiato lavoro, affrontato mille avversità oppure semplicemente che tu ti sia esercitato, allenato, per quella prova tanto attesa, che poi hai fallito, tutto ciò poco importa, quello che importa, è che tu l’abbia fatto.

Il vero successo è imparare l’arte del fallimento, capire che, quello che hai affrontato, in ogni caso “è successo” nella tua vita e tu sei riuscito al di là delle aspettative ad affrontarlo.

Quindi qualora tu abbia fallito in qualcosa, qualora ti trovassi con i tuoi cocci rotti, sappi che hai due soluzioni: guardare i cocci rotti e rimanere immobile o prendere i cocci rimasti ed andare avanti. I cocci ci sono e tu non puoi far nulla, ciò che farà la differenza è il tuo atteggiamento.

Ti dirò di più, esiste una terza opzione (la mia preferita): lasciare i cocci a terra e andare avanti.

Bisogna “sporcarsi le mani”, impastare, rimpastare, inventare, apprendere e fare meglio. Giocare con i colori della tavolozza, con i neri e con i bianchi , accostare il blu cobalto al giallo e il verde all’arancio. Giocare con le parole, con i suoni, con i dati e i diagrammi, con le viti e i tasselli, con i fili e gli uncinetti. Giocare con la vita e per la vita.

La verità è che abbiamo bisogno di più fallimenti per dare la giusta prospettiva al vero successo. Perché la cosa più brutta che possa capitare nella vita è non aver mai fallito in qualcosa, perché significa che non ti sei mai mosso di un passo dal punto di partenza.

Ho provato , ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò meglio meglio.

Samuel Beckett