“Copriti gli occhi… ti si vede il cuore”

“Copriti gli occhi… ti si vede il cuore”, sì sembra una frase da Baci Perugina, eppure ogni volta che mi capita di leggerla da qualche parte, mi viene in mente la prima volta che misi piede in un albergo. Avevo più o meno 17 anni ed il mio capo ricevimento mi disse: “sei molto empatica e questo è un bene, ma… se vuoi fare questo lavoro, devi imparare a mascherare quegli occhi”. Incredula, e ammetto un po’spaventata, di quella paura che conosce chi si approccia la prima volta con il mondo del lavoro, uscì dalla bocca: “Non sono professionale?”. La sua risposta fu: “Non è questo, lo sei…ed anche molto, ma vedi qui ti capiterà di dare la chiave ad un uomo e augurargli un buon soggiorno, a lui e alla sua compagna. Poi ti capiterà di rivedere quell’uomo e dover dare la chiave di una camera e augurargli buon soggiorno, a lui e a sua moglie. E tu dovrai sorridere, ed essere indifferente, come se vedessi quell’uomo per la prima volta. Se chi hai di fronte, ha occhio per i dettagli e guarda quegli occhi lì… sei fottuta!!”. Con un po’ di imbarazzo ho riposto solo “Come si cambia?”. Il mio capo ricevimento che era un uomo, vecchio stampo ma aveva l’aria (e non solo) di chi ne ha viste tante negli anni, mi rispose “Ci pensa la vita…”. La “discussione” si chiuse lì.

Avevo un po’ rimosso quest’episodio fino a domenica scorsa, quando per lavoro ho fatto questa foto.

Ho scattato, e stranamente ho visto i miei occhi diversi, tristi.

Solo poche ore dopo ho capito il perché… quando dall’ospedale mi arriva la notizia della scomparsa di mio papà. Perché vi racconto questo?

Perché io ho aperto il blog, in un periodo della mia vita non proprio bello, consapevole che non avrei potuto fare/dare tanto. L’ho fatto, perché era quello di cui avevo bisogno, e perché fare le cose controcorrente è il metro giusto per capire quando sei disposta a rischiare per arrivare dove vuoi.

Ed io non ho aperto questo blog per arrivare in alto, per raggiungere la fama, o ricevere prodotti omaggio. Io l’ho aperto per raccontare il mondo attraverso i miei occhi. Quello che non sapevo è che avrei avuto davvero gente che mi legge e e che mi segue… e così quando ho ricevuto i messaggi in questi giorni, da chi legge e segue il mio blog e me attraverso i social, mi è tornato in mente quel giorno, in quell’albergo. Oltre che essere rimasta incredula, per l’affetto che avete mostrato. Così credo che potrei non raccontare questo e continuare, postare vecchie bozze o non pubblicare. Ma credo, che se fossimo stati davanti ad un caffè, qualcuno di voi si sarebbe accorto dei miei occhi.

E siccome io voglio essere leale ed onesta, vi dico in tutta sincerità che ho arrestato un attimo la mia vita, che non riesco a scrivere di quanto la vita sia entusiasmante e bella, o di qualche meta… ma so che piano piano ritornerò a fare ciò che avevo iniziato! Perché magari la vita ti cambia è vero, ma (spero) non abbastanza da essere vuota davanti a qualcuno e togliermi tutta quella luce dagli occhi, non abbastanza da dover fingere un’allegria che non esiste, per qualche follower in più o qualche like. Non abbastanza, per dimenticare ciò che mi è stato trasmesso.. l’amore per la vita!

Questo è il mio modo per dirvi GRAZIE (sì in stampatello tutto… gridandolo), questo è il mio modo per dire che il lavoro è lavoro, è vero… ma ognuno sceglie come affrontarlo…

Così come un dolore…

Così come la vita…

Grazie!

Donna, come dico!

A tutte le donne, quelle che sanno perfettamente chi sono, quelle che cercano di scoprirlo ogni giorno e quelle che ancora non sanno quale essere. A tutte loro auguro buona festa delle Donne.

Esistono tanti modi di essere donna, puoi essere: estroversa, introversa, amabile, ribelle, generosa, conformista ed anticonformista. Solare, lunatica, scontrosa e gentile. Bella, intelligente, brutta e birichina.

Sui tacchi a spillo e con il seno pronto ad allattare. Silenziosa e irriverente, studiosa e banale. Coi tacchi alti e i capelli raccolti. In vestaglia o indossando un reggicalze. Casta e in divisa. Irrequieta e sportiva. Decisa e imprevedibile. Poetessa ed influencer. Introversa ed organizzata, attrice e studentessa.

Dottoressa e consulente. Ragioniera o operaia. Mamma o amica. Sorella o nonna. Per la vita o solo per un po’. Ambiziosa ed ordinaria. Sognatrice o “pazza da legare“. Ballerina o astrofisica. Avvocato o venditrice. Disobbediente e maestra. Zia o poliziotta. Fotografa o modella. Ginnasta o scrittrice.

Amata o amante. Desiderosa o riconoscente. Umile o altolocata. Bionda o mora. Coi capelli lunghi oppure corti ed anche senza. Inguaribile romantica o cinica da far paura. Talentuosa ed impacciata. Diffidente o socievole. Cantante e spettatrice. Impiegata o onorevole.

Con la gonna sopra il ginocchio e i pantaloni a zampa. Con le mani piene di colore o con al collo un tastevin per il vino. Con una chitarra o in tunica. Scalza o con le scarpe da ginnastica. Intraprendete o riservata. Con uno scialle sulle spalle o con un grembiule. Tra le note di un teatro o dentro le corsie di un ospedale. Combattive o rassegnate. Premurose o schive.

Esistono tanti modi di esser donna, non importa chi tu scelga di essere… alla fine l’importante è che la scelta sia solo tua. Non esiste un modo giusto di essere donna, puoi cambiare o puoi non farlo mai. Puoi essere tutto o niente. Puoi esserlo in parte o solo per un po’. Essere libere di esser donna, nel modo in cui ci sentiamo di essere.

A tutte le donne, quelle che sanno perfettamente chi sono, quelle che cercano di scoprirlo ogni giorno e quelle che ancora non sanno quale essere.
A tutte loro auguro buona festa delle Donne.

Un po’ di me

Prima di riempire queste pagine virtuali su ciò che farò e dove andrò, mi sembra giusto raccontarvi un po’ di me. Iniziamo dal banale: Ciao, sono Vanessa, ho 29 anni e vivo a Catania. Sono sempre stata una bimba molto curiosa, ma anche molto timida, dagli occhioni grandi e piena d’interessi: danza, pallavolo, pittura, recitazione, pattinaggio, ginnastica artistica e perfino chimica. Sì, anche questa (nella vita bisogna pur provare per trovare la giusta inclinazione, no?!). Ma l’unico punto fisso, invariabile nel tempo, è lei: la scrittura. Non ricordo un momento della mia vita in cui lei non ci fosse. Ho sempre scritto: diari, storie, racconti, favoleScrivere per me è essenziale come respirare.

Da piccolina sognavo dunque di fare la giornalista, ma essendo una bimba molto curiosa, non potevo non innamorarmi di tutto ciò che c’era “al di là del mio naso” e quindi dell’intero emisfero. Ecco che nasce la passione per i viaggi.
In realtà più che una passione la mia è proprio un’esigenza: ho bisogno di “spostarmi” e non mi importa se a pochi kilometri da casa o in un altro Paese (credo di essere, anzi sono una wanderlust).

Crescendo mi sono accorta che tutto ciò che riguarda un’impresa mi affascinava, in particolare l’impresa alberghiera. Così dopo il diploma come operatore turistico ho deciso di studiare comunicazione. Adesso, dopo aver scritto per alcuni travel blog, concluso un corso sul Project management per il turismo ed avere studiato per anni “dietro le quinte” ho deciso di aprire un blog tutto mio.

Un po’ (più) di me

Sono quella che viene definita travel web writer freelance o blogger, anche se in verità mi trovo più tra le parole writer e molto freelance!

Adesso vi racconto chi sono io “davvero”: amo il giallo e i girasoli, ho due cani (Mia e Lia) e un gatto (Cloe). Sono figlia di un’impiegata e un artigiano ed è per questo che amo definirmi un’artigiana delle parole. Amo scrivere, questo si è ben capito, ma amo anche fotografare perché credo che a volte un’immagine conti più di tante parole. Amo il profumo del caffè e odio la cannella. Sono nata il 05 Giugno, sono quindi una gemelli e credo che questo mi definisca tanto: curiosa, chiacchierona, poliedrica e alla continua ricerca di stimoli intellettuali. Sono molto pacata e composta, ma a volte mi diverto a fare selfie “ironici” giusto per ricordarmi che non bisogna mai prendersi troppo sul serio. E per finire: “vivo coi piedi a terra e il naso perennemente all’insù all’insegna di particolari, luoghi insoliti e non ricercati, da poter raccontare attraverso mille sfumature. Scrivo di viaggi ma sogno in giorno di poter viaggiare per scrivere”.
Ma questo già lo sapete!