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Le parole che non vi ho mai detto

Questo post è come un acquazzone in pieno Agosto. Qualcosa che arriva all’improvviso, dura pochissimi secondi e poi va via. Qualcosa che non ti aspetti ma che dura abbastanza da “spazzare via” le nubi e poi magicamente fa tornare il sereno. Qualcosa che arriva e bam “succede” come il mio trovarmi adesso a Salina. Perché se è vero come sosteneva qualcuno che non sono le persone a fare i viaggi ma viceversa, credo che non esista niente di più vero.

Quando sono arrivata qui non mi aspettavo nulla, sono partita in tutta fretta senza saper bene cosa avrei trovato. Non mi sono fermata a pensare: “Come, quando, perché e se…”. Causa tempi stretti di lavoro, ho fatto le valigie e son partita. E così in pochissimo tempo mi son trovata in una delle isole più belle delle Eolie: Salina.

Inutile dirvi che posti stupendi ci sono qui (Sì, ovviamente ve ne parlerò 🙂 ma lo farò sul blog Woman in Sicily in cui vi racconto sempre un po’ della mia Sicilia). Quello che però mi ha lasciato senza fiato e mi ha sorpreso è stata la sensazione di pace e di “Qui e Ora” che si vive su quest’isola! Si vive tutto “al momento”. Si esce e si conosce gente ” al momento”, si lavora e organizza “al momento” e soprattutto si vive “al momento”. Questa sensazione, per me che non faccio altro che programmare e voler fare, è stato un arresto. Un prender fiato! Passo le giornate tra lavoro, scrivere, fotografare (ogni cosa praticamente 😅) e panorami mozzafiato di fronte cui rimango in silenzio. Tanto tempo per tanta bellezza, un regalo inaspettato!!

Ho avuto modo di pensare e prendermi tempo per me, ma non è stato così fin da subito. Sono arrivata qui, in un vortice d’emozione, ero stanca, annoiata, disturbata… ma soprattutto arrabbiata. Non capivo con cosa: “Con la vita?” Può darsi, anzi sì indubbiamente e avrei tutte le ragioni per esserlo, ma non era solo questo, c’era in me una rabbia più forte di me!

La rabbia viene vista come qualcosa da temere, qualcosa da cui stare lontani. A volte è così, la rabbia ferisce e ti ferisce, ma non sapevo che esistesse una rabbia diversa, una rabbia rivelatrice. Non sapevo di avere tutta questa rabbia dentro. Io per carattere sono una che non si arrabbia spessissimo, ma quando succede, lo sono totalmente! Avevo rabbia, ma non capivo per cosa e soprattutto con chi.

Avevo rabbia ma non riuscivo a darle voce, finché succede che, mentre ero sola tra “sole, mare e relax“, questa rabbia ad un tratto non c’è stata più. Ero io in pace con me. Ero io, totalmente io ed ero “felice” di essere io, sola con me.

Perché vi racconto questo? Perché ad un tratto ho iniziato a pensare a tutte le parole che ho sentito negli anni ed è arrivata lei, di nuovo: la rabbia. Ma sta volta questa rabbia aveva un nome: le donne.

Non una, ma tante. Avevo rabbia per tutte quelle etichette per tutti quei: “Ma che fai? Ma dove vai? Ma tu pensi troppo alla carriera!”. Avevo rabbia per quelle frasi, per i “Siamo fatte così”, “Mi sento vuota”, “Sistemati”, “Non lasciare, non troverai…”,”Non hai incontrato quello giusto”, “Vorrei trovare…”, ” Meglio di niente”…. potrei continuare all’infinito con queste frasi che rispecchiano un’unica verità: una donna si sente meno donna se non ha un uomo accanto, al di là dell’epoca in cui viviamo, esiste un patriarcato nelle nostre menti costruito da donne, per e con, le altre donne. Un “esisti” nella misura in cui Ami. Esisti nella misura in cui qualcuno si prende cura di te. A sentir queste parole mi è venuta rabbia e nausea. Perché siamo così sicure di noi, così belle ed intelligenti che ce la prendiamo con gli uomini perché non sono quello giusti, ma noi?? noi lo siamo?!.

La nostra idea dì emancipazione e progresso è limitata sul postare quello che vogliamo, andare a letto con chi vogliamo quando vogliamo, decidere cosa mettiamo. Ma ancor oggi non siamo in grado di essere DONNE con le altre Donne.

È un giudicare la vita di qualcun altro, in un vortice di ipocrisia che ha molto con ” Se non posso io, non puoi neanche tu”. È un scarica barile sugli uomini per non assumerci la responsabilità che NON CI DEVONO RENDERE FELICI, questo dobbiamo farlo noi, ognuno per sé.

Ho visto donne dire di sì a proposte di matrimonio solo perché l’orologio biologico era in linea con quello culturale o per soldi. Ho visto donne rinunciare ai propri studi alle proprie passioni per inseguire i sogni di chi gli sta accanto. Ho visto donne riversare sui propri compagni tantissimi ” Se lui, io….!; ” Aspetto che si decide!”, ” è lui che…mica io”. Ho visto donne guardare e parlare dei propri compagni come l’ultimo capo che si usava prima del 2000. Ho visto donne sprecare i propri talenti. Ho visto donne cambiare il proprio sé e con la stessa facilità con cui cambiano abito. Ho visto donne dirmi “Non lo amo, ma meglio di niente.”. Ho visto donne andare con altri uomini perché “lui..”! Ho visto donne sorridere per l’infelicità altrui e il “non riuscire” delle altre donne. Le ho viste tutte. E le ho dato peso, le ho dato voce. Sono caduta nel classico vortice di giudizi ed ho incassato all’interno. Mi sono sentita sbagliata, non capita, valutata per il mio “sola” e per il mio essere me.

Ho percepito l’aria di lutto per il mio non aver accanto qualcuno. Questo non si dice apertamente fra donne ma si fanno le battute sottili, si pensa che tu sia infelice perché non hai un uomo. Come se solo questo piccolo tassello potesse sistemare tutto il resto nella tua vita.

Quando è finita la mia relazione, ho avuto “amiche” che hanno giudicato le mie scelte. Che hanno messo in dubbio il mio volere, il mio sapere, me. Questo mi ha ferito, perché da un uomo te l’aspetti (per solidarietà maschile forse?) ma da una donna no. E invece mi sbagliavo. Come mi sbagliavo su una grande cosa:

Ora vi dico, le parole che non vi ho mai detto:

Non siamo tutte uguali, non vogliamo tutte le stesse cose. E bisogna avere le palle non solo di dire le cose ma di pensarle, di metterle in atto (vale anche per me). Non sogniamo tutti due cuori e una capanna, alcune sognano due cuori, una capanna, una cane, un bue, un asinello, un giardino. Altre solo un cuore, altre ancora una capanna. Ma ognuno merita di sognare. Ognuno merita di costruire la vita che desidera, mattone dopo mattone. Non per questo significa non costruire una o non voler una CASA.

La mia idea di casa ha più a che fare con la lealtà di essere me e chi mi sta accanto deve essere consapevole di chi ha accanto. Non deve avere dubbi su me.

Non sarò mai quel tipo di donna che vuole la vita da un uomo. La vita è sua, ed è unica e irripetibile ( questo infastidisce una donna, ma è così, è vero e bisogna aver rispetto dell’altro e viceversa). Non voglio svegliarmi la mattina e chiedermi che fine a fatto la donna di cui si è innamorato o chi dei due ha rinunciato per un “noi”. Non voglio cambiare qualcuno per adattarlo alla mia vita e non voglio essere cambiata. Non voglio un uomo da portare a cene o all’altare, voglio qualcuno con cui condividere la vita.

A chi mi ha detto” Tu non credi più nell’amore”, oggi rispondo “No cara, ci credo, ci credo così tanto da non sposare chiunque. Ci credo così tanto da non paragonarlo ad una sicurezza sociale o un momento di vita che deve esserci assolutamente. Credo ad un noi, fatto di me e di lui”.

Bisognerebbe togliere dalla testa quella frase che spesso (forse troppo) ripetiamo “Gli uomini tutti uguali”. Ho incontrato uomini intelligenti, divertenti, altri meno. Ho visto uomini provare a superare i propri limiti, altri non averne e altri ancora rimanerci sui propri limiti. Ho visto uomini innamorati e altri meno. Il problema è che chiediamo a questi uomini renderci felice anche al costo di renderlo infelice, siamo così dannatamente orientate a costruirci una sicurezza sociale che siamo disposte a tutto pur di arrivare. Preferiamo un anello a dito piuttosto di tanti “adesso”, piuttosto a volte di lui.

Ero sola, lì sulla quella spiaggia ma credo di non essermi mai sentita così in compagnia. Avevo me.

Se sarà sempre così? Non lo so, quello che so è che io non sono come voi. Non lo dico in modo giudicante o con cattiveria, ma semplicemente con la consapevolezza che non siamo tutti uguali e questo vale anche per me. Chiedo scusa a tutti quei “Sei diversa” che mi hanno fatto arrabbiare, di cui non capivo il senso.

Ho ricevuto mille messaggi da donne: “Vorrei farlo anch’io, vorrei provare questo, vorrei studiare, vorrei… vorrei!” Ma chi lo impedisce? Un uomo? Un amore? Non credo proprio. L’unica cosa che impedisce questo è le palle che ti sei raccontata per non osare. Un amore se è vero non finisce se è libero. Non è lui il problema, sei tu.

Questo post può sembrarvi uno sfogo, anzi sicuramente in parte lo è. Ma è più un invito a tutte:

Siate le donne che volete essere DAVVERO, anche al costo di rimanere sole. Non vi accontentate. Non rimpicciolitevi, incasellatevi in schemi che la società impone solo per paura. Abbiate paura di non amare chi vi ama, di vivere la vita DI… piuttosto CON. State attente agli sgambetti sociali, che noi stesse abbiamo creato e con la quale inciampiamo ogni giorno anche se non ci facciamo caso. Siete vive. Lo siete adesso, in questo momento anche senza un uomo. L’amore è bello, ma è qualcosa da vivere non da cercare disperatamente. Amatevi prima di amare.

Ho impiegato un po’, pensando se scrivere o meno questo parole, ma la rabbia è andata via quando ho capito che io sono io, magari non sarò perfetta (anzi sicuro) ma non fingo di essere diversa da quello che sono, non c’è cosa più bella al mondo. Posso guardare qualcuno negli occhi e non aver timore del mio riflesso. Ho impiegato circa qualche anno ma ci sono arrivata. Spero che ognuna di voi trovi la sua strada qualsiasi essa sia. Spero possiate fare quel passo.

Io sono ancora in cammino… e ovviamente mi godo per un altro po’ l’isola 😜

Un abbraccio Vanessa 🌻

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