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“Be bolde”: Corri il rischio, supera gli ostacoli.

Questo post è un fuori onda, una pubblicità nel bel mezzo di un film.  Questo post è per quelli che: “Come hai aperto il blog?”, “Anch’io vorrei farlo”, “Vorrei…mah”, “Mi piacerebbe… solo che…”

Quando ho aperto il blog ero consapevole di ciò che facevo e di dove stessi andando. È stata una scelta pensata, “frutto” di tanti se e tanti mah…

Ma io avevo voglia e desiderio di raccontare delle storie, dei luoghi, dei posti e persone e non avrei potuto farlo senza raccontarmi. Dietro ogni foto, ogni post, ogni collaborazione ci sono io e quello in cui credo. Avrei potuto fare tutto questo senza espormi tanto, avrei potuto ma è stata una scelta.

Perché qui racconto il mondo attraverso i miei occhi, e ci sono io. Io e quello in cui credo.

Scrivere significa esporsi e dire inevitabilmente “Sono questa”. Questa “dolce ragazza dagli occhioni scuri” (a detta di qualcuno) che scrive come se nessuno leggesse per poi rendersi conto che non è proprio così.

Ogni volta, per ogni post. Significa dare una spada a chi hai di fronte e dire “colpisci qui”. Perché è così che funziona. Per me questo è stato il primo ostacolo, ma l’ho fatto, perché quello che c’era oltre la staccionata è ciò in cui credo. Perché sono questa e non potrebbe essere altrimenti. Perché il più bel consiglio che qualcuno mi abbia mai detto è stato “Homo homini lupus” L’uomo è lupo per l’altro uomo, anche se ti sorride, anche se ti abbraccia, anche se ti sta vicino. Se non dimentichi questo, puoi permetterti il lusso di essere così trasparente di fronte a qualcuno.

Quindi è vero, ti esponi, ti metti a nudo ma… esponi quello che vuoi tu! Questo non bisogna dimenticarlo mai…! Osa, impara a scavalcare la recinzione!! “Be Bolde”

Vi racconto una “cosa”…mi trovavo qui (vedi foto), sul lungomare della mia città ed aver pensato “Voglio scavalcare”. La cosa fa tanto ridere, non solo perché a 30 anni non si ha più l’età per certe cose, ma perché quello che c’è al di là della staccionata lo trovo più o meno per tutto il litorale, allora perché io volevo farlo proprio lì? Perché lì c’ era qualcosa fra me e quello che desideravo, lì c’era un ostacolo. Pensiamo agli ostacoli come a qualcosa che ci impediscono di proseguire, senza considerare che sono utili, a volte. Pongono limiti, ma esistono affinché quei limiti vengano superati.

Gli ostacoli aiutano a capire cosa sei disposto a fare per aver qualcosa.  Un po’ quando, come da bambino giocavi a pallone, qualcuno tirava troppo in alto e la palla finiva al di là della recinzione. Allora succedeva che il gioco si fermava e qualcuno… qualcuno molto “bold” andava a recuperare la palla…

Ecco la domanda è: Sei uno che la palla la va a recuperare o uno che aspetta il rilancio?

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