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Multipotenziale

Una delle domande che spesso viene fatta ai bambini è “Cosa vuoi fare da grande?”.

A questa domanda ci sono bambini che rispondono: “Il dottore, la ballerina, l’archeologo, l’elettricista, la maestra”. Ma esistono bambini che rispondono così: ”La ballerina, anzi no…aspetta…la maestra! Ma mi piace anche fare le trecce ed i capelli, quindi la parrucchiera. Sì, voglio fare la parrucchiera”. Sì, se ve lo stesse chiedendo, questa tizia qui, seduta oggi davanti ad un Pc, faceva parte dell’ultima categoria di bambini. Il motivo è semplice, abbiamo sin da bambini molte passioni e altrettanta curiosità per cose diverse, a volte opposte. Siamo i cosiddetti: Multipotenziali!

Ho vissuto parte della mia vita sentendomi dire: “sei confusa, vuoi fare troppe cose, non concluderai mai nulla così, concentrati su poche cose. Anzi, se ne scegli una è meglio”. La cosa buffa è che io ci provavo a scegliere. Ero lì seduta sognando di fare la giornalista ma ogni volta che vedevo carte da regalo e fiocchettini mi immaginavo di fare la commessa. Da adolescente iniziavo sport come la danza classica, ma poi il sabato sera finivo in alcune disco, frequentate prevalentemente da americani, a ballare Hip Hop.

Ero attratta da molte cose e rinunciare a queste, era come rinunciare ad una parte di me. Era come chiudere di proposito certe porte.

Non sapevo di essere un multipotenziale. Anzi, sconoscevo proprio l’esistenza di questo termine, finché un giorno una mia Professoressa mi disse: “Puoi farlo. Tu sei una multipotenziale. Ed io: “Una che??”.

In quel momento nella tua testa passano mille nomi di malattie e sindrome, ma a te sto sto multipotenziale non ti far venire in mente nulla. Così ti viene spiegato che esistono persone portate per una cosa, la matematica ad esempio o un determinato sport. Ma esistono persone più versateli, portate per tante cose, spesso diverse fra loro.

Queste persone si adattano e si sentono a suo agio in ogni cosa.  Un po’ come quando entri in un negozio, dopo aver visto in vetrina un vestito a fiori stupendo, ed esci con un giubbottino di pelle nero con le borchie. Non è che non sai cosa vuoi. È che ti piacciono entrambi. Eh, sì perché la cosa “bella” dell’essere multipotenziale è che lo si è non solo nel lavoro ma nella vita. Iniziamo nuovi hobby e poi dopo un po’ ci stanchiamo. La noia diventa la nostra pessima amica di avventura. Abbiamo bisogno di stimoli, di novità, di qualcosa che rompa la routine.

Credo di aver provato mille cose: danza, pattinaggio, pallavolo, chimica, giornalismo, corso di cucito e tanto altro. Da adulta ho lavorato come: babysitter, receptionist, addetta all’informazione turistica, commessa, segretaria, writer, animatrice. Mille cose, e tutte più o meno mi piacevano. Ci sono cose che ti piacciono, che sono in linea con te e ci sono cose molto affini fra loro. Ma è anche vero che ci sono cose che non ho mai pensato di voler fare. Un esempio l’estetista, il dottore, la chef o la contabile. Ho provato a sciogliere la “matassa” a fare ordine su ciò che avrei voluto fare davvero. La verità è che più facevo così, più si creava confusione.

Io un mio filo l’ho avuto sempre. L’arte, la fotografia, il viaggiare, scrivere queste sono cose che sono state sempre punti fermi, come i capi di una matassa. Ma era il groviglio a mettermi confusione.

Come si fa a dire: cosa va bene o non va bene per noi?

Mille volte ho sentito frasi del tipo “Questo non fa per me” o “Non sono brava”, “Non sono capace”.

Come fai a dire di non essere capace se non lo provi. È come dire non mi piace il cioccolato senza averlo assaggiato. Ovviamente non si può (anche volendo) provare tutto tutto, ma quello che capita o che si vuole sì. Ed è una scelta. Solo superando certe cose, puoi dire “Si”o “No”. Io ci ho messo un po’ a capire questo, perché la società, le persone che ti circondano, gli amici ti fanno sentire sbagliata. Come se tu, da una serie di omini, ne sei uscita difettosa. Allora dubiti. Dubiti di te, delle tue scelte, di ciò che ti piace o di quello che vorresti fare. Dubiti, del tuo futuro.  Vedi persone completare la famosa “staffetta di vita“. Studio questo, mi specializzo in questo e poi farò questo. Mentre tu, fai ricerche su Google su come aprire un negozio online e nel mentre sforni dolci. Eh sì, perché in quel momento quando hai “la fase dì…” tu ci entri dentro a quella cosa. Compri, studi, fai ricerche. Sei curiosa di conoscere, di sapere, finché non ti stanchi e passi a qualcos’altro. A me è capitato di comprare TUTTO per fare torte di pasta di zucchero. Giuro, ho acquistato e studiato tutto. Mi è bastato fare una torta interamente ricoperta di pasta di zucchero per capire che: carino sì, ma non è cosa mia! O almeno non tanto da farlo spesso. Idem per la ricostruzione alle unghie. Ho speso un botto ed ho capito che pazienza e Vanessa nella stessa frase non vanno d’accordo, né tanto meno se si tratta di tenere ferme le mani.

Insomma, essere un multipotenziale sembra bello (ed in parte lo è) ma è asfissiante e stancante devo ammettere. Perché a volte hai la sensazione di non aver concluso nulla. Di esserti persa in un viaggio semplicemente perché invece di seguire le indicazioni sulla strada, tu stavi con il naso all’insù a guardare il cielo e pensavi …pensavi!

Se la dicitura Multipotenziale nel dizionario riporta la seguente descrizione: “Qualità e capacità delle persone che hanno più interessi e attività. Dotati di una forte curiosità intellettuale, sono creativi ed eccellono in più settori”.

Tu di eccellente non vedi nulla. Vedi tutto normale per te e anormale per gli altri. C’è però una cosa da dire, che io stessa ho imparato negli anni, essere un multipotenziale ti permette di creare, di costruire e riportare cose su piani differenti. Hai una mente che riesce ad accostare i numeri ai colori. Una razionalità sottile in un mix di emotività. Hai sempre opinioni su qualcosa, perché sai, perché hai letto. La tua mente non funziona come una scatola chiusa, ma ci sono fori da cui entra una luce e quella scatola diventa una casa, poi un paralume, poi un porta penne. Questo l’ho capito quando facevo la commessa e i clienti non erano poi così diversi dai bambini che mi affidavano quando facevo la babysitter. Capricci, compromessi, “No” espliciti, pazienza e poi sorrisi. Mi sono aiutata così all’inizio. Credo di aver capito quanto questo sia parte di me nel momento in cui a lavoro, la creatività, plasmava la mia ansia.

C’è un detto siculo siculo che le mie amiche dicono sempre di me “Unni a metti sona” ovvero “Dove la metti suona” è un modo per dire che riesci a fare diverse cose senza problemi. Questo, se visto come la chiave di volta che ti permette di costruire il tuo futuro, non diventa più un limite ma un alleato. Ultimamente mi è capitato di sentire la mia cuginetta rispondere alla fatidica domanda “Cosa vuoi fare da grande?” con la frase: “La pittrice, anche se non è un lavoro”. Ed io ci sono rimasta. Chi dice cosa sia o non sia un lavoro?!. Questa risposta qui è costruita da una società. È frutto di un lavoro, di parole che nel tempo hanno delineato cosa fosse giusto e cosa non lo sia. Solo perché un medico guadagna più di una pittrice. Solo perché mentre il commercialista “gioca” con i numeri, la pittrice lo fa con i colori. Detto ad un bambino, l’impatto è tremendo perché si sentirà sbagliato. Farà scelte che altri sostengono giuste. Allora si scriverà ad Economia e nelle migliori delle ipotesi porterà gli studi a termine con grandi sforzi e così penserà che sia un fallito. Troverà un lavoro in linea al suo curriculum, ma proverà dentro di sé un senso di inadeguatezza e voglia di ferie 4 volte l’anno, per riprendersi un attimo dalla sua vita. Con questo, non voglio dire che tutti dobbiamo sapere chiaro cosa fare sempre ma che a volte quello che è chiaro per noi magari per qualcuno non lo è. E non c’è nulla di sbagliato.

Sbagliato è sognare in piccolo, costruirci limiti e scatole per starci dentro, guardando la vita dai piccoli fori. Perché la verità è che sognare in grande costa quando sognare in piccolo, solo che al primo si richiede più coraggio e determinazione. Quindi se in quello che ho scritto ti ci rivedi un po’, se sei un multipotenziale non sentirti sbagliato, ma sì più coraggioso semplicemente.

Questo te lo dice una che ci ha messo un po’ a capirlo e che sino a pochi messi fa, ha fatto la sua prima lezione di yoga e mentre era lì in posizione del guerriero pensava: “Io quel sacco da box me lo compro. Anzi a settembre andrò ad iscrivermi a Pole Dance”.

Il sacco l’ho comprato, per la Pole ci penso ancora un po’. 😜

Vanessa

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