Cliente, buon vecchio influencer

Era il 2005, e come tutti i ragazzi nati più o meno negli anni ’90 era per me l’anno del primo superiore.

Era il 2005, e come tutti i ragazzi nati più o meno negli anni ’90, era per me l’anno del primo superiore. Frequentai la scuola alberghiera, scelta voluta perché desideravo lavorare nel campo del turismo. Era il 2005, e parlando con una mia amica ci rendemmo conto che, nonostante la teoria/pratica (è una scuola professionale) mancava qualcosa…! Mancava vedere sul serio come funzionasse un albergo. Così armati di carta e penna decidemmo di stilare una lista degli alberghi più o meno “conosciuti” e ci presentammo (di Sabato, quando non c’era scuola). “Salve, mi scusi possiamo vedere il vostro hotel? e le cucine? Quanto costa una camera? Per il meeting c’è una figura?“. Molti furono entusiasti, altri no, rispondendo con un retorico: “Andate a divertirvi” ( ed in fondo avevano ragione).

l

I criteri della nostra lista erano molto standard: estetica/comfort/personale/pulizia/cose che piacciono/cosa cambieresti.
All’epoca non c’era Tripadvisor, Booking e simili, ciò significa niente recensioni, niente social e soprattutto niente foto istantanee.
Tutto rimaneva lì con noi su quei fogli, ignari che un giorno qualcuno ne facesse davvero un lavoro. Era divertente perché non solo per un giorno ci faceva sentire “parte di qualcosa”, ma perché riuscivamo a cogliere ciò che spesso si dava per scontato: una sala troppo cupa, un cameriere poco cordiale o semplicemente un lavoro frenetico e ripetitivo che faceva disperdere tutta la bellezza di una location.

Perché vi racconto questo? Perché oggi nel 2020 mi è capitato di presentarmi in alcuni di questi posti e di notare come alcuni negli anni abbiano chiuso, altri cambiato (fortunatamente) immagine e altri rimasti sempre gli stessi. Mi è capitato di sentirmi dire: “Signorina, ha troppe competenze per questo ruolo” o “non ne ha abbastanza” ; ” noi puntiamo su altro” o “abbiamo sempre fatto così“. E io rispondevo ironicamente: “Sì, lo so… La ringrazio comunque”. La verità è che è giusto puntare su altro: novità, APP, travelblogger, e via di seguito, ma è ancora più giusto ascoltare il Cliente!
Perché se è vero che ci sono tante cose che non vanno, è anche vero che ce ne sono tante altre che possono essere evidenziate e farne una forza. Questo è ciò che fa la differenza fra un’azienda che lavora per sé e una che lavora per l’azienda futura: quella fatta da chi ci lavora, chi acquista e soprattutto chi se ne ricorderà in futuro.

photo of pen on top of notebook
Photo by fauxels on Pexels.com

Autore: Vanny

Vanessa.Classe’90. Siciliana Inguaribile sognatrice, creativa per natura “vivo” coi piedi a terra e il naso perennemente all’insù all’insegna di particolari, luoghi insoliti e non ricercati, da poter raccontare attraverso mille sfumature. Scrivo di viaggi ma sogno un giorno di poter viaggiare per scrivere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...